Tonino Grillo

Il bambino appena nato non sa parlare, non sa camminare, eppure sa nuotare perfettamente a rana ed esegue apnee di circa 45 secondi estremamente regolari.

Fermati e pensa, prenditi qualche secondo, un comportamento così naturale per un essere vivente appena venuto al mondo la dice lunga sulle sue origini, sul suo legame con l’elemento liquido.
Siamo composti per circa il 70% d’acqua, forse non siamo così terrestri come crediamo…

Mi chiamo Tonino Grillo, sono siciliano, vivo e pesco in Sicilia.

Da quando ho memoria ho sempre provato un’attrazione innata per il mare, fin da piccolo ho avuto il pallino di guardarci dentro,di scoprirlo, di capirlo.

Un’attrazione che durante tutta la vita ho coltivato e mi ha portato a immergermi, navigare e pescare. Ho seguito l’elemento liquido dal mare fin sulle montagne, passando per boschi e laghi incantati, esplorando i rivoli più stretti, fin dove diventano ghiaccio o scompaiono nel cuore della montagna.
Un’avventura che tutt’ora è in corso e che non smette di soprendermi.

Pratico molte tecniche di pesca sia in mare che in acque interne, il comune denominatore è senza dubbio l’esca artifciale.

In mare pratico varie tecniche, sia da riva che dalla barca, Spinning, Light Jigging, Inchiku, Slow Pitch, Light Game, Eging e non solo.
La mia tecnica predietta è il Light Game: “L’ultilizzo di attrezzature leggere per divertirsi con ogni preda puntando sempre alla cattura importante”, da non confondere con il Mebaru Game, errore molto comune in Italia. Per approfondimenti vi invito a lellege il nostro articolo : “Light Mediterraneo” pubblicato su “La Pesca a Mosca e Spinning” n°4/2016, nato da una scrittura a quattro mani con Francesco Li Bianchi.

In aque interne mi sono dedicato alla pesca del black bass, del persico reale e della trota, insidiati prevalentrmente a spinning. Da poco sono approdato al Fly Fishing che attualemte impiego per la pesca della trota in torrente, una scelta che ho maturato osservando il fiume, inziata per gioco in un pomeriggio d’Agosto con una canna in prestito da un’amico.

Spiegare il significato della pesca in poche righe non è banale, per me è l’anello di congiunzione con il nostro retaggio ancestrale, quando eravamo poco più che semplici cacciatori/raccoglitori. È un’istinto innato che mi porta a osservare l’ambiente e studiare nuove strategie per insidiare la prossima preda. Un meccanismo complesso che tiene conto di molte variabili, meteo, ambientali, stagionali, morfologiche, scelte tecniche: una combinazione di fattori che opportunemente combinati portano alla cattura. Il successo della nostra battuta di pesca è determinato dall’intero sistema pescante e dalla pianificazione, a volte premiditata, altre volte improntata sulle sensazioni del momento e perchè no:  anche cambiata in corso d’opera.

Un’aspetto fondamentale riguarda la conservazione delle risorse, sono convinto che vadano rispettate e utilizzate in modo da garantirci la loro esistenza in futuro.
Per questo sostengo un prelievo selettivo in mare ed un rilascio totale in acque interne. Il Catch & Release è l’unico strumento che abbiamo per garantire il mantenimento delle specie del nostro ecosistema. Perchè funzioni correttamente è necessario prevederlo a priori della cattura ed apportare gli accorgimenti necessari per realizzarlo, dall’armamento delle esche ad un corretto maneggiamento della preda.


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Alla prossima cattura 😉

Tonino Grillo