TECNICA DELLO SPYBAITING

Liberamente tratto da http://www.spybaiting.com e tradotto da Marco Mainardi

Genetica di un’esca nata per i tornei

 

E’ importante capire che questa tecnica è stata progettata specificatamente per le competizioni.

Cosa cambia tra una tecnica finesse e una tecnica finesse specificamente creata per pescatori professionisti?

La prima è pensata per l’utilizzo di fili sottili e per indurre all’attacco pesci svogliati, senza limiti di zona e l’obiettivo principale è quello di percepire una toccata in più.

La tecnica del Drop Shot fu ideata da un pescatore giapponese (Mr. Haruhiko Murakami, all’incirca nel 1995) e appena sbarcata negli USA, nel 1997, fu subito compresa come una tecnica adatta alle competizioni, ma anche ad altre situazioni. Per le proprie caratteristiche è comunque riuscita a risolvere diversi tornei.

L’obbiettivo del garista è quello di catturare 5 pesci più grossi possibile nel tempo previsto per il torneo vincendo il premio messo in palio.

 

 

Nella pesca agonistica al bass, debbono essere prese in considerazione altre variabili che il pescatore normale può evitare. Ad esempio il tempo particolarmente perturbato con forti venti e acque agitate: in questa situazione il “guerriero” da fine settimana evita di andare a pesca, ma l’agonista non può farlo, deve continuare a pescare cercando di risolvere la giornata avversa. In queste condizioni è tutto complicato ad iniziare dal controllo del lancio, della sua lunghezza e fino al controllo sul movimento dell’esca che può essere reso particolarmente complesso.

DUO ha pensato di creare l’esca da SPYBAITS in grado di risolvere questa sfida. La serie Spinbait (al di fuori della Spinbait 60) è stata specificamente progettata per superare l’efficacia delle altre sinking propbaits proprio nelle condizioni più difficili.

 

 

Inizialmente le esche da Spybait assomigliavano decisamente alla forma di un minnow, DUO è andata decisamente oltre. Il profilo del corpo di Spinbait-80, Spinbait 80 G-Fix e Spinbait 90 è stato progettato per ridurre il coefficiente di resistenza in acqua e in aria. Nel lancio, l’aerodinamica di SPINBAIT aiuta a rendere precisa la traiettoria, a migliorare la precisione la distanza raggiunta.

Ma la progettazione non si ferma qui: la forma e la zavorra sono ingegnerizzate parallelamente per favorire l’azione dell’esca durante il recupero, soprattutto con l’uso di fili in fluoro carbon.

 

In altre parole, i tecnici DUO hanno creato esche che affondano ad una velocità costante, si lanciano più lontano e in modo più accurato e che possono essere pescate a profondità maggiori. I test effettuati hanno consentito di raggiungere nel lancio distanze maggiori di oltre 15 metri rispetto ad altre esche da spybaiting di classe e di peso simili.

DUO ritiene importante condividere queste informazioni per consentire all’utilizzatore, garista e no, di capire veramente quanti sforzi siano stati profusi per perfezionare le nostre esche dedicate a questa tecnica! Abbiamo voluto fornire gli strumenti migliori e più adatti allo SPYBAITING!

Stimoli prodotti dalle esche da Spybaiting

A prima vista può sembrare che, durante il recupero, l’esca da spybait non faccia niente se non percorrere una linea retta. Un esame più attento permette di evidenziare, invece, diversi movimenti.

Il recupero innesca il movimento delle due eliche, ma non solo:

  1. Viene provocata una vibrazione tattile detta “MICRO-PULSING” facilmente percepita dal Bass: la rapida rotazione permette l’emissione di un suono a bassa frequenza che può essere percepito dal pesce appena entra nella sua finestra sensoriale
  2. La forma dell’esca nella parte anteriore obbliga l’acqua a scorrere vicino alla linea del corpo lasciando una scia sottile: tale effetto è detto “PLUME-EFFECT” e aiuta il predatore a seguire l’esca
  3. Stimolo visivo, provocato dalla rotazione delle eliche, volutamente di piccole dimensioni, detto “STROBING”
  4. L’avanzamento dell’esca provoca, nel corpo della stessa, un movimento oscillante detto “LISTING”. Tale oscillazione è lenta e fluida, non irregolare o brusca, e vuole emulare una preda che nuota tranquillamente senza essersi assolutamente accorta della presenza del predatore (questo è uno dei passi chiave necessari alla perfetta interpretazione di questa tecnica)
  5. L’ultima azione, nota come “PASSIVE MINNOW VIBRATION o SHIMMY”, è costituita dal movimento ondeggiante sul proprio asse principale che l’esca fa durante la libera caduta verso il fondo nella fase immediatamente successiva al lancio.

La tecnica dello Spybaiting, dalla superficie al fondo:

Poche importanti annotazioni sulle caratteristiche di questa tecnica:

  1. Spybaiting è una tecnica particolarmente efficace nei confronti dei Big Bass
  2. Spybaiting è particolarmente adatto alla cattura dei pesci sospesi (spesso considerati i più difficili da catturare)
  3. Spybaiting è una delle due tecniche (insieme al drop shot) progettate per lavorare dalla prossimità del fondo fino all’intera colonna d’acqua e a coprire grandi distanza.

Attrezzi di buona qualità:

Canne di alta qualità con azione da medium-light a medium, sia da spinning che da casting, danno al pescatore grandi vantaggi nel riuscire ad agganciare efficacemente pesci di grandi dimensioni con esche piccole e munite di piccole ancorette: la loro flessibilità permetterà di perdere meno pesci possibile.

L’impiego di mulinelli di alta qualità ci offre una frizione ed una meccanica affidabile che difficilmente ci farà trovare in difficoltà.

Fluoro carbon di alta qualità (da 4 a 8 lbs.) ci consentirà di effettuare lanci più lunghi, avere maggiore sensibilità e aiuterà l’esca a mantenere la propria traiettoria in fase di recupero. Fili più leggeri o galleggianti ridurranno la regolarità di movimento che questo tipo di esca deve avere.

Capire la posizione del pesce:

Essere in grado di valutare la posizione e la profondità a cui staziona il pesce è fondamentale per la buona riuscita di questa tecnica. Saper individuare le aree in cui il bass si posiziona in caccia nei diversi periodi dell’anno (zone d’ombra, salti di profondità, erbai sommersi) è particolarmente importante nello spybaiting.

Inoltre altro contesto in cui questa tecnica dà il meglio di sé è nella pesca in acqua aperta. L’esperienza dei pro di DUO ha permesso di capire che i veri Big Bass hanno una forte propensione a cacciare in acqua aperta, specialmente quando è particolarmente elevata la pressione di pesca.

Distanza e lancio:

Il sistema di pesi interni con cui sono progettate le esche DUO specifiche per questo tipo di tecnica serve proprio a facilitare il pescatore durante il lancio. Una buona tecnica di lancio permette all’esca di mantenere il corretto assetto di volo. Appena l’esca tocca l’acqua il pescatore deve ridurre la pancia che si è creata nel filo per far sì che il filo affondi rapidamente e l’esca senta meno il suo peso, permettendo una discesa più “neutra” possibile.

Recupero:

Per quanto semplice possa sembrare, è uno dei recuperi più difficili da padroneggiare. È richiesto un recupero lento. Questo rende l’esca simile a un baitfish non minacciato che avanza serpeggiando. Dopo aver effettuato alcune catture, puoi decidere di modificare la velocità di recupero. La lentezza del ricupero consente al peso della lenza di guidare l’esca.

Se riesci a girare la manovella del mulinello impiegando 2-3 secondi per una rotazione completa stai applicando perfettamente questa tecnica. A volte il bass (in particolare se siamo in presenza di una scuola) può volere un recupero più veloce. Tuttavia, è consigliabile iniziare sempre con un recupero molto lento.

L’obiettivo:

L’obiettivo è far sì che l’esca imiti il comportamento di una preda non minacciata. Le nostre esche da Spybaiting sono progettate per un’azione estremamente regolare.

I predatori sono molto più abituati a vedere nella possibile preda questo tipo di comportamento, sono abituati a seguire la preda ed imparano rapidamente che una preda spaventata è molto più difficile da catturare. Per contro la preda calma non consapevole della vicinanza del predatore è sicuramente più facile da intercettare. Con lo Spybaiting vogliamo proprio riprodurre questo comportamento. Una volta che l’esca passerà vicino al bass i suoi micro movimenti di plume effects, pulsing e strobing avranno la capacità di stimolare la nostra preda inducendola all’attacco.

Spybaiting è una tecnica avanzata che non può prescindere da un periodo di apprendimento. Prevede un approccio silenzioso e regolare. Quando le altre tecniche non portano al risultato, ad esempio per una pressione di pesca eccessiva, questa tecnica può aiutare a catturare i bass più grossi e diffidenti. Per questo i garisti USA stanno utilizzandola sempre con maggior successo.

Esecuzione:

Il pescatore deve fare un lancio lungo (più lungo del solito), conoscere la profondità dove il pesce staziona e, dopo, far scendere l’esca a quella profondità (la velocità di discesa è di circa 20 centimetri al secondo a seconda del diametro e del peso del filo utilizzato). Quando i pesci sono posizionati nei pressi del fondo o poco staccati da esso, lo spybaiter (cioè il pescatore a spybaiting) dovrebbe iniziare il recupero pochi centimetri prima che l’esca raggiunga il fondo. Se il bass è individuato attraverso l’ecoscandaglio o è pensato ad una profondità di 4 metri su un fondale di 7, il pescatore, dopo il lancio, dovrebbe far scendere l’esca per circa 20 secondi. Questo è più facile a dirsi che a farsi, bisogna fare pratica: il buon risultato è fortemente condizionato dalla capacità di portare l’esca più vicino possibile alla strike zone.

A seconda della velocità di caduta la profondità alla quale vogliamo far lavorare la nostra esca può facilmente essere regolata e/o modificata. Spesso l’attacco si realizza proprio nel momento in cui inizia il recupero.

È indispensabile mantenere il recupero lento! Nel caso in cui si percepisca presenza di erba, bisogna, al lancio successivo, cercare di diminuire un po’ la profondità di pesca.

Dopo aver percepito la mangiata, la ferrata non deve essere portata con movimenti secchi o repentini (per non causare inutili rotture del filo), ma con una trazione prolungata portando la canna indietro, l’azione non troppo rigida di questa farà il resto.