Spinning alla spigola in foce

Il mio punto di vista sulla scelta dell’attrezzatura.

A cura di Leonardo Fantini

 

Oggi vorrei spendere due parole per quella che è secondo me una delle pesche più divertenti da fare sul nostro territorio: la spigola in foce.

Inizierei col dire che parlare di FOCE è un po’ generico, insomma, c’è foce e foce! Ogni spot è diverso dall’altro, soprattutto se si parla di fiumi e canali, di conseguenza tutto quello che apprendiamo pescando in determinati posti potrebbe non essere valido in altri. La cosa migliore che possiamo fare per capire come/quando pescare e quali strumenti scegliere per farlo è dunque provare, provare e ancora provare!

Ma ci sono delle linee base da cui partire per scegliere l’attrezzatura adatta? Secondo me sì!

Qual è la canna da spigola per eccellenza?

Innanzitutto la scelta della canna da pesca con cui uscire di casa è fondamentale, la spigola può essere catturata con un’infinità di tecniche diverse e pescandola da una barca spaziosa ci si può sbizzarrire. La maggior parte di noi, però, le pesca dal piede o da piccole imbarcazioni e per forza di cose abbiamo bisogno di fare delle scelte per limitare l’attrezzatura da portare con noi.

Personalmente quando affronto un nuovo spot, o ho problemi di spazio, gli artificiali che porto in maggiore quantità sono soft bait e piccoli jerk, anche se un paio di lanci a galla con un WTD non me li toglie nessuno! Perchè proprio queste esche? Perchè sono quelle che reputo più “adattabili” alle varie situazioni, e perchè bene o male sono tutte gestibili con la stessa canna.

La mia scelta per quando posso portare una sola “combo” di solito ricade su una canna da circa 7 piedi, azione fast, potenza media e che lanci fino 5/8 oz. Troppe parole inglesi e unità di misura incomprensibili, vero? In sostanza abbiamo bisogno di una canna non esageratamente lunga per prediligere durante il lancio la precisione rispetto alla gittata, una canna abbastanza reattiva da permetterci di ferrare pescando con soft baits nonostante la mangiata fulminea della spigola, ma che allo stesso tempo accompagni le testate/ripartenze del pesce senza farcelo slamare.

 

 

 

Una delle canne più utilizzate per chi fa questo tipo di pesca è la Avid Inshore , il modello VIS70MF

 

 

 

Io fino a poco tempo fa ho usato la St.Croix Bass X , modello BXC68MXF, canna dal rapporto qualità/prezzo strepitoso.

 

 

Ultimamente però, ho deciso di “viziarmi” con la nuova St Croix Legend X  , il modello XLC70MF: una bomba!

Che mulinello abbinare?

Riguardo i mulinelli da utilizzare per questa pesca leggiamo ogni giorno un sacco di opinioni e pareri contrastanti e secondo me è effettivamente una scelta molto soggettiva. Questa a mio avviso ricade più che altro su due opzioni:

  • un mulinello taglia 4000 che ci permetta lanci più lunghi e abbia una capienza di filo tale da poter fronteggiare eventuali catture inaspettate
  • un mulinello taglia 2500/3000 che grazie al peso ridotto ci affatichi meno durante la pescata

Io tendenzialmente preferisco un mulinello piccolo (2500) perchè come ho già scritto sopra, in questa pesca durante il lancio preferisco la precisione alla gittata. Quei grammi che ci sono in più su un 4000 rispetto ad un 2500 sembrano pochi, tante volte però, fanno la differenza sul bilanciamento dei pesi tra canna e mulinello: altro argomento “scottante”. La cosa più importante da considerare infatti quando si sceglie il mulinello probabilmente è proprio questa: più il peso della nostra combo è bilanciato in posizione neutra (quindi tenendo la canna orizzontale, prendendo come fulcro la placca porta mulinello), meno affaticheremo il polso durante la pescata.

Ho appositamente tralasciato alcuni dettagli tecnici come il max drag della frizione, numero di cuscinetti ecc in quanto dipendono più che altro dal budget che siamo disposti a dedicarci, certo è che usando spesso dei fili sottili, è buona cosa avere un mulinello con frizione abbastanza precisa.

Esiste una lenza perfetta per la spigola?

La risposta secondo me è NO. Ogni spot è diverso e le variabili sono tantissime: colore dell’acqua, fondale, presenza di ostacoli, pressione di pesca, attività del pesce e…un milione di altri fattori!

C’è da dire però che una considerazione generale è fattibile: la spigola tendenzialmente non è un pesce molto combattivo, ma allo stesso tempo è estremamente scaltro. Chiaramente più sottili sono i fili che utilizziamo meglio è. Tralasciando situazioni particolari in cui ci troviamo a pescare in presenza di rocce, tronchi ed in generale ostacoli dove il trecciato può sfregare durante il combattimento del pesce e quindi rompersi, un 15 lb 8 capi ci garantisce quasi sempre di portare la preda a guadino, senza toglierci la possibilità di effettuare lanci lunghi. Stiamo parlando quindi di trecciati che misurano intorno ai 0.12mm di diametro, fili poco invasivi e con cui possiamo pescare anche in acque abbastanza limpide e ferme.

Una scelta molto determinante per la pescata poi, è quella del finale. E’ mia abitudine portare con me più bobine di fluorocarbon in modo da poter cambiare diametro a seconda delle condizioni dell’acqua in cui pesco e dell’attività dei pesci. Ha poco senso fare un terminale il cui libraggio si discosti di molto da quello del trecciato, in quanto sarà quest’ultimo a determinare il carico di rottura massimo della lenza (nel nostro caso le famose 15lb).  Io nel tempo mi sono affezionato ad un fluorocarbon che reputo di altissima qualità, il Classic Fluorocarbon di T.O.W. . Porto sempre con me i libraggi che vanno dal 10,5 lb al 14,5 lb . 

 

La scelta del nodo è soggettiva, ci sono moltissime legature valide che incidono pressoche’ nulla sul carico di rottura della nostra lenza. Visto il suo rapporto tra facilità nell’eseguirlo e funzionalità in pesca sicuramente uno dei più utilizzati su fili di questi diametri è il Tony Pena. Anche la lunghezza del finale è soggettiva, ovviamente più è lungo e meno possibilità ci sono che il trecciato sfreghi contro eventuali ostacoli (o contro la pinna dorsale della spigola, fattore da non sottovalutare). Va da se’ che anche per quanto riguarda la visibilità è meglio un terminale lungo rispetto ad uno corto, l’importante è che il fluorocarbon non sia troppo elastico (se così fosse rischieremmo di perdere reattività in ferrata). Personalmente la scelta che faccio è quella di uno spezzone di fluoro abbastanza lungo da far si che il nodo di congiunzione, durante il lancio, si posizioni tra il mulinello ed il primo anello della canna. In questo modo se il nodo è eseguito alla perfezione non darà nessun fastidio durante il suo passaggio tra gli anelli.

In alcune acque particolarmente ferme e limpide mi è capitato di notare un aumento delle catture montando il fluorocarbon direttamente in bobina. Probabilmente oltre al fattore visibilità entrano in gioco anche le vibrazioni in acqua di trecciato e nodo di congiunzione. In questi casi però è fondamentale assicurarsi che il filo che andiamo a mettere nel mulinello sia apposito per essere utilizzato in bobina, in quanto le caratteristiche di un fluorocarbon da finale causerebbero parrucche, giochi di memoria sul filo e quantaltro…

Io mi affido al Dock ‘n Stock di T.O.W. e come libraggio solitamente scelgo il 6.75 lb in quanto libraggi superiori non sono molto comodi da gestire su piccoli mulinelli da spinning.

 

Scelta delle esche da portare sempre in cassetta

Qui arriva la parte più difficile! Quando non ci sono problemi di spazio ci portiamo di tutto e di più (anche se poi magari utilizziamo sempre le solite 2 esche), ma se dovessimo fare una scelta?

Come ho detto sopra secondo me tra gli artificiali che più si adattano a vari tipi di spot ci sono le gomme e piccoli jerk.

 

SOFT BAITS:

se vogliamo generalizzare io dividerei i siliconici per la pesca alla spigola in tre grosse categorie: shad, soft jerk, eels.

Gli shad sono forse quelli che bene o male funzionano un po’ ovunque ed in qualsiasi situazione, sono molto imitativi ma allo stesso tempo grazie alle vibrazioni che producono, attraverso la tipica coda a martello, stimolano anche la reazione di quelle spigole che attaccano per territorialità più che per fame. In commercio ne esistono di un’infinità di tipologie, forme e dimensioni ma quelli che fanno la differenza nella pesca alla spigola non sono poi così tanti. Come per qualsiasi pesca, forma e dimensione dell’artificiale è opportuno sceglierli in base al foraggio presente nello spot. Tuttavia se volessimo dare una “regoletta generale” per la scelta dello shad da spigola io direi che mantenendosi intorno ai 3,5 pollici di lunghezza, senza vibrazioni esagerate, difficilmente si sbaglia. I tre shad che non lascio mai a casa sono lo Slikk Shad di Black Flagg, l’ Easy Shiner e lo Swing Impact di Keitech.

Per quanto riguarda i soft jerk ritengo che  siano altrettanto fondamentali per lo spinning alla spigola. Essendo possibile utilizzarli nei modi più disparati sono esche adattabili ad un’infinità di situazioni differenti tra loro. Esistono tantissime “montature” studiate per i soft jerk ed è praticamente impossibile elencarle e spiegarle tutte in un solo articolo di blog. Alcune tra le mie preferite sono il classico Texas, piombato e non, il Drop Shot e il Carolina Rig.

Sicuramente il Texas Rig è il modo più classico e produttivo per usarle, e solo questa montatura ha un’infinità di varianti tutte molto valide: texas spiombato o poco piombato tramite insert, texas piombato sulla pancia dell’amo, texas piombato in testa…tutto in funzione della profondità a cui vogliamo far lavorare l’esca e al suo assetto in caduta/recupero.

Come per gli shad, se vogliamo stabilire una dimensione media che si possa utilizzare nella maggior parte delle situazioni, mi concentrerei sui 3,5 / 4 pollici.

Se dovessi scegliere i tre soft jerk che non possono mai mancare nella mia cassetta sceglierei il Sexy Impact e lo Shad Impact di Keitech e l’ Armor Shad di DAMIKI.

Gli eels, ovvero le anguille, sono una categoria di siliconici a parte. Si utilizzano prevalentemente sul fondo ma tante volte fanno la differenza anche jerkati velocemente a galla. Anche per questo tipo di gomma la montatura madre è sicuramente quella a Texas Rig, talvolta anche molto piombato in casi in cui lo spot sia particolarmente fondo oppure con tanta corrente. Per la pesca sul fondale e a ridosso di ostacoli sono molto interessanti anche alcuni jig snodati, come il Mausrin Jig di DAMIKI .

A differenza di shad e soft jerk, per questa tipologia di artificiale non ci devono spaventare dimensioni generose. Con esche di questo tipo, mantenendo dimensioni discrete si perde naturalezza nel movimento della gomma. Inoltre, avendo una forma affusolata, alla spigola risultano appetibili anche anguille siliconiche da 6/7 pollici.

Tra le anguille siliconiche in commercio sicuramente sono da avere in cassetta il Ggrande Worm di Black Flagg, il Mad Wag e l’ Easy Shaker di Keitech.

 

AMI E TESTINE PER SOFTBAITS:

Come ho ripetuto più volte in questo articolo, esistono veramente tantissime montature valide per i nostri siliconici. Sicuramente quelle più utilizzate in questa pesca sono la classica testina piombata ed il texas rig nelle sue varie versioni.

Questi gli ami e le testine di cui non potrei fare ameno per lo spinning alla spigola in foce:

 

 

HARDBAIT:

Anche qua la scelta non è affatto semplice, sappiamo bene che esistono tantissimi artificiali rigidi che piacciono alla spigola. Diciamo che volendo portare solo qualche artificiale non devono mai mancare  una manciata di jerk  dai 5 ai 14 cm ed un paio di WTD delle solite dimensioni.

 

Con acque velate è ovvio che siano da preferire artificiali con rattling e che muovano molta acqua, con acque limpide invece si prediligono esche silenziose e dai movimenti estremamente naturali. Tra gli artificiali da avere assolutamente non si può fare a meno di citare tutta la gamma di jerk della DUO, dai Tide Minnow alla serie Realis fino ai piccoli Ryuki. Un altro jerk che da quando ho scoperto non lascio mai a casa è il DAMIKI Striker 90 .

Damiki Striker 90

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Leonardo Fantini. (QUI mi presento)